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La Dc e la politica italiana nei giorni del golpe cileno

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L’espressione di semplice rincrescimento non ci sembra adeguata

Il golpe in Cile rovesciò drammaticamente la democrazia nel paese sudamericano. L’evento è esaminato in questo volume dal punto di vista italiano, in particolare attraverso la posizione della Dc e dei suoi dirigenti più autorevoli: Fanfani, Moro, Piccoli, Rumor e altri.
La Dc italiana coltivava da tempo un stretto rapporto con la cosiddetta Dc cilena e nonostante ciò non esitò a condannare con forza il golpe che aveva rovesciato Allende e a disapprovare senza sostanziali equivoci la posizione della Dc cilena sul golpe, per certi versi controversa, soprattutto in quei giorni di settembre del 1973. Questo continuando a difendere la propria funzione di partito promotore di democrazia e libertà in Italia. Una penisola segnata da conflitti sociali, attentati, tensioni, estremismi sia di destra che di sinistra nonché da scandali politici.

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Descrizione

Luigi Giorgi, studioso di storia contemporanea. Membro della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (Sissco) Ha scritto diversi saggi e monografie sulle vicende del cattolicesimo democratico e dell’Italia contemporanea. Fra le sue pubblicazioni: Liberi e forti. L’antifascismo del Partito popolare italiano, Bologna 2017; Gli Scomodi. Popolari e sacerdoti nel Casellario Politico Centrale durante il fascismo, Modena 2015; Ermanno Dossetti. Impegno civile, fede e libertà, Trento 2015; (con prof. G. D’Andrea) a cura di, I Segretari della Dc e il progetto democratico cristiano, Soveria Mannelli 2011; Le ‘Cronache Sociali’ di Giuseppe Dossetti, Antologia, Reggio Emilia 2007; Giuseppe Dossetti. Una vicenda politica 1943 – 1958 ², Milano 2007.

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